The Delinquents: la recensione.

Agli inizi di dicembre vi avevamo annunciato l’arrivo a breve di un volume Valiant pazzo che più matto non si poteva concepire, per la precisione in questo articolo qui abbiamo voluto presentare a grandi linee i personaggi e la storia. The Delinquents è presente sugli scaffali oramai da più di una settimana e perciò è giunta l’ora della nostra recensione! Dato che il volume edito da Edizioni Star Comics sta andando alla grande in termini di successo ci sembra doveroso dargli più spazio anche qui sul nostro sito, ampliando l’analisi con i dovuti paragoni in casa Valiant e anche altrove, senza però concedere troppi spoiler, giusto il necessario. Pronti? Iniziamo!

Star Comics ha riportato in Italia un duo che sembrava scomparso da tempo e di cui se ne sentiva un po’ la mancanza nel panorama di genere. In casa Marvel il Deadpool che abbiamo amato e conosciuto è diventato un po’ l’ombra di sé stesso, forse ubriaco fradicio di successo ha pensato bene di prendersi una sbronza troppo seria. Tra le quattro mura domestiche della DC Comics c’è stato il rilancio della pazza Harley Quinn, ma a me sembra più un’operazione del tipo “cavalchiamo l’onda del gradimento sul grande schermo finché possiamo”. Siamo sempre lì, due cattivi che fanno gli antieroi ma che poi arrivano a bussare alle porte dei buoni con l’intenzione di entrare e restarci. Sul palco e nella vita degli show d’intrattenimento si dice che nessuno vuole recitare la parte degli eroi o dei buoni, semplicemente perché rimangono meno impressi nelle menti degli spettatori e poi… dai ammettiamolo, diventano noiosi! Quantum e Woody sono un’altra cosa, ed è questa la loro forza. Fondamentalmente sono buoni ma per quanto si sforzino finiscono per mettere e mettersi nei guai nelle maniere concepibilmente più assurde. Ogni grande casa editrice di fumetti ha il suo mercenario di riferimento: DC ha Deathstroke (e si spera che non diventi come Will Smith in futuro), Marvel ha Deadpool (qui la speranza è che si faccia contaminare dall’emergente Gwenpool quel tanto che basta), Valiant ha il duo Quantum&Woody, una coppia, due che sommati insieme fanno un mercenario se vogliamo dirla tutta, ma hanno la potenza del classico tandem comico+spalla seria. Quantum veste una tuta che ricorda molto i mercenari già citati, ma è quello serio e diligente, il personaggio che vorrebbe essere un eroe. La strizzata d’occhio non è casuale. Woody è l’antieroe che mette nei guai il duo con le sue idee sconsiderate. A volte cinico, più che altro egoista ed innamorato di alcol e denaro (fondamentali in questo volume, direi il motore di tutto), il biondino è l’anima scurrile e divertente che fa scattare la nostra risata quando si scontra con il fratellastro di colore sempre serio che si fa trascinare suo malgrado in situazioni al limite della sanità mentale.

L’universo Valiant è costellato di eventi incredibilmente seri e pazzeschi, i pericoli che affrontano gli eroi di Unity o i “cattivoni” di Imperium hanno un sapore molto maturo, sono trame più adulte e attente. In tutto ciò nel 2014 Valiant ha calato due coppie simili e diverse che hanno in comune una visione più leggera di quel mondo cupo e tecnologico. Archer&Armstrong è una testata già conosciuta anche in Italia, siamo già al volume n.6 e il suo apprezzamento da parte dei fan ha reso possibile l’apparizione dei due personaggi sia nella serie web di prossima uscita realizzata da Batinthesun, sia nel progetto cinematografico curato e prodotto con Sony Pictures. I cacciatori di società segrete e di bizzarri e pericolosi culti avevano scritto nel loro destino questo folle incontro con i due mercenari e James Asmus ha scritto una sceneggiatura perfetta ed esplosiva. Armstrong è il Re degli Hobo, o perlomeno il detentore dell’unica mappa in grado di guidare i senzatetto di tutto il mondo (gli Hobo per l’appunto) nella loro Terra Promessa, un luogo dove non conosceranno più sofferenze. Peccato che perda la mappa (che per inciso è un lembo di natiche di un predecessore Re degli Hobo su cui pensò bene di tatuare le indicazioni in linguaggio Hobo). Quantum&Woody sono stati assoldati dalla multinazionale Mondostano per ritrovare quella mappa, ricomporla e decifrarla. Non sanno che la Mondostano è malvagia e gioca sul filo della legalità con gli incroci genetici tra vegetali e animali. Fidandosi della facciata umanitaria dell’azienda e soprattutto della quantità di denaro offerta, i due accettano il caso e si scontrano con A&A. Lo scontro è raccontato in maniera geniale, brillante e colorato, così esilarante da diventare incontro. Pagine alla mano sono convinto che siano le più divertenti che abbia letto da quando è iniziato il 2017.

Uno dei fattori che rende questa mini-saga assolutamente fuori dagli schemi è che le tavole sono un susseguirsi di azione, costruite in maniera inusuale per darci questa impressione, e i protagonisti sono talmente presi dai ritmi frenetici da dimenticarsi addirittura dei propri poteri. Insomma, non è sfondare la quarta parete ma il concetto è simile e sottile in un certo senso. Nelle ultime pagine Woody recita ” …ho dato a quei due i miei migliori nove giorni di vita.” e Quantum gli risponde “Siamo stati con loro quasi un mese”. Se ci fate caso, le scene primarie durante tutto l’arco narrativo sono nove, perciò per noi è come se fossero passati nove giorni e così anche Woody lo percepisce, sebbene si stia radendo una barba di quasi un mese. Niente è lasciato al caso, tutto è costruito per farci divertire e vivere la stessa esperienza frenetica che subiscono i quattro protagonisti un po’ delinquenti. Il miscuglio di questo double-team è vincente, il motore comico diventa la coppia Woody-Archer, con il primo che si incarica di “educare” il giovane cacciatore ai poco sani piaceri terreni ed il secondo che cerca di uscire da una condizione di chiusura mentale per cercare la normalità della sua età. Naturalmente tutto ciò farà scattare un certo grado di gelosia da parte di Armstrong, il peccatore più antico in circolazione, finirete per trovare la situazione assolutamente esilarante. E a nemici come siamo messi? La Mondostano ha nella sua faretra frecce orribili, esseri mutati e mutanti da far accapponare la pelle, cruenti senza mezze misure. Per fortuna che il padre di Q&W riesce sempre a metterci una pezza e risolvere la situazione. Che poi si tratti di Vincent Van Goat, che sia nel corpo di una capra potenziata, incinta e con capacità simili a quelle di un certo Kriptoniano, questi sono solo dettagli…

Una costruzione di trama semplice e divertente, mai noiosa nemmeno nei momenti “didattici” in cui veniamo proiettati nelle realtà storiche americane che fanno da sfondo ad un viaggio nella profonda mitologia di un Paese antico e nuovo assieme, e lo dimostrano due simboli su tutti a mio avviso, quel Mr. Meat che pare tanto il Minotauro di Minosse e la leggendaria Cornucopia che tutti bramano. Il sotto-testo è molto colto, arguto, evocativo e facilmente identificabile pagina per pagina. I messaggi sono più seri e universali, ma la narrazione leggera li rendono digeribili senza rivoltare gli stomaci più sensibili al mainstream emozionale. Prima di diventare noioso voglio concludere esortando chi ha voluto leggere questa recensione per curiosità ma non avesse ancora acquistato il volume The Delinquents, a farlo prestissimo perché sta andando a ruba. Prenotatelo da WoT scrivendoci a info@wasteoftime.it oppure passando in fumetteria.