Quando c’era… Josif!

…ovvero  totalitarismi a confronto. Negli ultimi mesi sono usciti, a distanza molto ravvicinata, due fumetti che hanno più punti in  comune di quanto ci si aspetti. Stiamo parlando del primo numero della nuova serie regolare di Josif, firmato dalla coppia Barzi-Ambu ed edito da IT Comics (che equivale all’Image Comics d’oltreoceano) e di Quando c’era lui, dei veterani del fumetto comico italiano Antonucci e Fabbri e portato sugli scaffali di WoT da Shockdom, casa editrice che sta dimostrando di poter davvero diventare una delle realtà di punta del panorama italiano.
Ma cos’hanno in comune due prodotti all’apparenza così distanti tra loro?
In quest’articolo il vostro Capitano cercherà di spiegare il suo punto di vista, nel tentativo di riuscire a far riflettere chi avrà la pazienza di leggere queste righe. Tutti pronti? Si parte!

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Partiamo da Josif. All’incirca un anno fa ebbi il privilegio di recensire il volume che raccoglieva la prima saga dedicata allo scimmione sovietico, edita ai tempi da Lineachiara (trovate QUI l’articolo di riferimento).

Si tratta di un fumetto tanto innovativo quanto unico nel panorama italiano: una storia che, pur strappando più di un sorriso, non è strettamente comica, un disegno a tratti grottesco e situazioni e personaggi ai limiti dell’assurdo. Tra cani zombi, cani telepati e superscimmie nello spazio in Josif c’è un sacco di spazio per la fantasia.
Tanto che sembrerebbe non esserci altro… E invece il talento di Barzi Ambu sta proprio nell’inserire nelle loro trame anche uno spessore inaspettato.
Non è un caso se i tanti personaggi storici che condiscono le avventure di questa sorta di King Kong spaziale hanno tratti caratteriali portati tutti all’eccesso, che li rendono tanto buffi quanto inquietanti.
In tal modo gli autori sono riusciti a delineare un regime comunista non “brutto e cattivo”, quanto “incompetente e incapace”, ma comunque inquietante. Ed è proprio questo l’anello di congiunzione tra le due opere qui esaminate.
Certo, ci sono mille differenze. Innanzitutto Josif è ambientato nel passato, mentre Quando c’era lui si svolge ai giorni nostri. Anche il tipo di tratto, l’ironia utilizzata e i metodi narrativi divergono.
Ma la sottile denuncia ai totalitarismi è presente in ambo le opere e mai come oggi tale denuncia è importante.
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Passiamo ora all’ultima fatica di Antonucci e Fabbri, autori di numerose altre opere “scomode” (Gesù – La Trilogia, V for Vangelo), assurta agli onori della cronaca dopo “l’incidente” di Roma. Episodio che qui non narreremo (secondo noi se ne è già parlato fin troppo), ma che non nascondiamo fatichiamo a chiamare “incidente”.
Ma quella che voleva essere un’operazione di “sabotaggio” si è rivelata un arma a doppio taglio e la popolarità del fumetto è schizzata alle stelle.
Fin dall’introduzione, gli autori non nascondono la loro posizione pesantemente antifascista.
Posizione che risalta chiaramente dalle pagine del prodotto, ma che non appesantisce una lettura il cui primo obiettivo è e rimane il puro divertimento. Geniale anche il tratto con cui vengono dipinti i neofascisti protagonisti della storia, grette caricature di esseri umani la cui stupidità si manifesta completamente anche nell’aspetto fisico.
La trama è piuttosto semplice: alla disperata ricerca di un leader “come Lui” (quelli della destra estrema di oggi non sono degni, in quanto parlano molto ma, parafrasando proprio i protagonisti “a conti fatti non hanno mai bruciato un negro”), un piccolo gruppetto di fascisti riceve una visita inaspettata: un sinistro ex-SS in grado di riportare in vita i morti…
Ai tre difensori della patria il compito di recuperare il cadavere di Mussolini affinché egli possa tornare alla guida del Belpaese.
Geniale l’opera di modernizzazione, l’ex-dittatore ora sfrutterà Youtube e social network al posto dei più classici balconi.
Ovviamente le cose non andranno come previsto nei quattro numeri trimestrali in cui si dipana la serie.
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Lo diciamo senza nasconderci: Quando c’era lui fa ridere. Fa ridere tanto il fumetto in sé quanto “la confezione”: molto divertente vedere versioni “deformate” in chiave fascista di pagina della posta, pagine di Facebook eccetera.
Qui l’attacco al totalitarismo è ancora più evidente che in Josif, ma sempre fatto con classe e grande ironia.
Perché il sorriso è l’unica arma contro determinati atteggiamenti e determinati comportamenti, spesso indotti ed ampliatu dalla cattiva comunicazione fatta dai mass media.
Inutile nasconderlo: viviamo in un periodo storico sempre più vicino a un baratro e i consensi che l’estrema destra sta avendo in tutta Europa lanciano segnali preoccupanti.
Josif e Quando c’era lui, però, sembrano dirci proprio questo: non è quella la direzione da prendere. Ci sono e ci devono essere altre strade, migliori, per ottenere dei risultati positivi.
La democrazia è fallibile e tutt’altro che perfetta, certo, ma anche chi crede a questi regimi si sbaglia, soprattutto perché al giorno d’oggi vivono di false leggende.
I tempi sono sempre difficili e duri, ma sta a noi decidere come viverli al meglio e fare il possibile per migliorarli.

quando cera wot 45Non ci resta che ringraziare Barzi, Ambu, Antonucci e Fabbri (e naturalmente anche IT Comics e Shockdom) per avercelo ricordato facendoci, nel frattempo, divertire.
Perché una riflessione, anche se profonda e complicata, è sempre più facile se la si fa col sorriso sulle labbre.
Vi ricordiamo che sabato 30 Aprile presenteremo proprio Josif  da WoT con tanti ospiti, mentre per la metà di Maggio è prevista la presentazione di Quando c’era lui.
Vi aspettiamo numerosi. E leggete, leggete, leggete!

Josif 1
edito da: IT COMICS
prezzo: 3,00€
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Qvando c’era Lvi 1
edito da: SHOCKDOM
prezzo: 3,00€
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