Potere e potenza: la recensione

Da pker di vecchia data, redigere questa recensione cercando di essere calmo e obiettivo è praticamente impossibile. Quindi ho deciso semplicemente di non farlo e di lasciare che sia più il cuore a parlare, che il cervello. D’altronde i fumetti vengono letti con entrambi, quindi non vedo grandi controindicazioni.

Per procedere con ordine, facciamo un salto indietro nel tempo… era il 1996, il nuovo millennium e i suoi bug erano ancora lontani, ma nel marzo di quell’anno un terremoto “cyber” e “hyper” colpì le edicole del Belpaese. Qualcosa che cambiò per sempre la vita di un sacco di lettori e il volto della Disney Italia.
Infatti, in quel mese, uscì “Evroniani”, il numero 0 di PK  (o per essere più corretti di PKNA, che significa Paperinik New Adventure).

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Cos’aveva di tanto diverso questo fumetto dal resto della produzione Disney? Intanto il formato: era quello tipico di un comic americano, lontanissimo sia da Topolino che dagli altri periodici della casa.
Poi introduceva la continuity, secondo elemento tratto dagli americani… e infine c’è il protagonista, un Paperinik diverso dal “diabolico vendicatore” creato nel 1969 da Guido Martina ed Elisa Penna.

Il “nuovo” Paperinik, per amici (e nemici) PK, è un supereroe tecnologico, armato di scudo extransformer, che pilota un’avverinistica automobile chiamata Pikar e che può contare, tra i suoi alleati, droidi e intelligenze artificiali.
Il successo fu immediato e, nonostante i primi numeri fossero bimestrali, presto il periodico divenne regolare.
Il 20 di ogni mese ci si fiondava in edicola per leggere le nuove avventure del vendicatore piumato tra alieni succhiaemozioni, ladri in grado di viaggiare nel tempo, scienziati folli e i segreti del nuovo covo, la Ducklair Tower.

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Ma tutto questo successo è frutto anche del lavoro del cosiddetto “PK Team”, ovvero la “redazione” che si occupava del mensile. Si parla di nomi del calibro di Valentina De Poli, attuale direttrice di Topolino; Francesco Artibani, Lorenzo Pastrovicchio e Max Monteduro, rispettivamente sceneggiatore, disegnatore e colorista di Potere e potenza e poi ancora Silvia Ziche, Alessandro Sisti, Claudio Sciarrone e Davide “Oskar Bertoni” Catenacci.
Una bella redazione piena zeppa di inventiva e di voglia di stupire. E PKNA stupiva, con le sue tavole che rompevano la classica griglia delle vignette, con i temi, decisamente più maturi e seri di quelle del canone disneyano, con i colpi di scena e anche con la rubrica della posta, la cosiddetta “Pk mail”.
Questa è riuscita a creare un “social network” prima dei social network: pur di vincere un premio, una moltitudine di pkers era più che disposta a farsi uno shampoo in una cabina telefonica, fotografarsi (altro che selfie!) e spedire tutto alla redazione…

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PKNA era più di un fumetto: era diventato un fenomeno di costume, uno dei più importanti in Italia.
Ma nulla dura per sempre: al numero 49/50 PKNA chiuse e poco dopo debuttò PK2. Questo, pur non essendo affatto brutto, non riuscì a sfondare e chiuse i battenti dopo appena 18 numeri.
Poi avvenne il fattaccio.
Per rilanciare il personaggio, la Disney tentò un approccio simile a quanto ha fatto la Marvel con l’universo Ultimate. La terza serie, soprannominata in maniera poco elegante “Pikappa frittole” fu una serie di decisioni sbagliate dietro l’altra. Dopodiché, il sipario calò.
E così è rimasto fino all’8 luglio 2014, quando su Topolino 3058 uscì la prima (di 4) parti di Pk – Potere e potenza, primo tassello di un puzzle più grande che andrà a comporre la PKNE – Paperinik New Era.

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Come al solito, non ci piace dare troppi indizi sulla trama. Diciamo solo che gli evroniani, bizzarre creauture extraterrestri che si cibano di emozioni umane, stanno tornando per conquistare definitivamente la Terra… ma il loro primo obiettivo è uccidere il loro nemico giurato, ovvero PK. Questo compito non è più impossibile grazie a dei tracciatori genetici: così facendo gli evroniani hanno teso un’imboscata a un’ignaro Paperino e… Alt! Fermi tutti! Se le cose stessero realmente così la storia finirebbe ancor prima di iniziare… Certo, ma per fortuna esistono i viaggi nel tempo!
Lasciamo a voi il gusto e il piacere di sviscerare la trama che occupa le circa 160 pagine su cui si svolge la storia.
Lasciateci però dire che il lavoro svolto per riallacciarsi alla continuity della serie è davvero egregio: nonostante qualche trovata un po’ “facile”, nulla è stato lasciato al caso e tutto torna.
Operazione di certo non facile (basti pensare che l’urlo di battaglia “potere e potenza” comparve per la prima volta sul numero 1 di PKNA, Ombre su Venere, nell’ormai lontanissimo novembre 1996) e che spesso viene del tutto ignorata sperando di poter contare sull’effetto nostalgia.
Artibani, invece, decide di dare ogni attenzione possibile alla sua creatura, probabilmente anche conscio della spietata ferocia di noi pkers (che ci volete fare, ci sono poche ragazze da queste parti).
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Visto che l’abbiamo tirato in ballo, svisceriamo la questione (poveretta, che ha fatto di male?): quanta parte della sceneggiatura è davvero buona e scritta con ammore e quanta è lasciata all’effetto nostalgia? In definitiva, quanto è buono Potere e Potenza?
Se dovessimo farne una questione di percentuali, diremmo che lo script regge all’80%. Il rimanente 20% è fatto più che altro di sbavature e di un paio di situazioni ripetitive. Va detto che almeno una di queste è giustificata dalla scelta di coinvolgere direttamente, tramite social network e altri strumenti, i lettori per un twist di trama.
Operazione simile a quella fatta dalla DC Comics ai tempi di “Una morte in famiglia” insomma… solo, con mezzi meno arcaici.
Altro difetto che emerge dalla lettura è la struttura episodica della storia.
Infatti, come detto, la sua prima pubblicazione è su ben 4 numeri del settimanale Topolino. Anche in questa edizione De Luxe sono stati lasciati pressoché intatti i “tagli” e la suddivisione in capitoli, ma a tratti risulta forzata, proprio perché si tiene in mano un volume unico. Certo, sono piccolezze sulle quali si può soprassedere a fronte del ritmo sempre incalzante e della qualità dei testi.

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Passando ai disegni, tanto di cappello a Lorenzo Pastrovicchio: nonostante lo spazio ristretto che un formato come quello di Topolino offre, è riuscito nella difficile impresa di riportare la vecchia impaginazione a “tu vo’ fà l’ammericano merrigano merrigano” di PKNA (e delle serie successive) anche in questa nuova epoca. Il tutto senza perdere la cura per i dettagli o dinamismo. Le scene d’azione sono tutte bellissime e degne di un blockbuster hollywoodiano, con “inquadrature” originali e a tratti sorprendenti.
In questa riedizione, inoltre, possiamo godere di ogni singola tavola in tutta la sua potenza grafica originaria.
Per concludere il discorso, non si può non citare Max Monteduro: i suoi coloro sono davvero un valore aggiunto e rendono molto “tridimensionali” le scene. Abbiamo citato spesso l’edizione: questa versione a una prima occhiata può sembrare costosetta; ma la copertina in cartonato rigido e il ricco comparto di approfondimenti giustificano il prezzo.
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Nel futuro cosa ci aspetta? Si è da poco conclusa su Topolino la seconda saga di questa “New Era”, intitolata “I margini del tempo”, che uscirà in edizione De Luxe vero i primi di Novembre, contestualmente all’uscita sul settimanale della terza parte, ovvero “Il raggio nero”. Considerando che la Diseny sta ristampando, in formato Giant, anche tutto PKNA non è da escludere che tutto questo processo porti, prima o poi (magari con la conclusione proprio di PK GIANT) a una nuova serie regolare mensile… Ma questi, forse, sono solo i sogni di un vecchio pker ormai invecchiato, che pensava di aver appeso mantello, maschera e scudo extransformer al chiodo per sempre… e invece c’è sempre qualche evroniano pronto a rispuntare fuori quando meno ce lo si aspetta!
Per concludere, vorrei riportare quella che forse è la battuta più epica e (socialmente) contemporanea presente nel volume. Se con questa battuta Artibani volesse fare una frecciatina allo stato attuale delle cose o se questa sia solo dietrologia purtroppo non lo so, fatto sta che il Razziatore, dopo aver scoperto l’identità civile di Paperinik, si rivolge a lui dicendogli “Il lavoro scarseggia! Sei pieno di debiti… ma riesci a tirare avanti una famiglia senza arrenderti! E’ questo che fa di te un eroe vero!”.
Ecco, qualunque siano le origini di questo dialogo, sono momenti così che ci fanno sentire dei piccoli superwoteroi del quotidiano.

VOTO: PKE’TORNATOCHEVOLETEDIPIU’?

Edito da: Panini Comics
Autore: Francesco Artibani, Lorenzo Pastrovicchio, Max Monteduro
Prezzo: 17,00€

178 pagine a colori, cartonato

 

  • L'edizione De Luxe vanta una prestigiosa copertina cartonata rigida che giustifica ampiamente il costo.