LOGAN: capolavoro o semplicemente “Wolverine 3”?

[ATTENZIONE: PIPPONE AD ALTO CONTENUTO DI SPOILER]

One last time“, “Un’ultima volta“, fu così che Hugh Jackman, protagonista e produttore dei film dedicati al più incazzoso tra gli X-Men, annunciò al Suo pubblico affezionatissimo il terzo, ultimo, definitivo capitolo sulle avventure in solitaria di Wolverine. La promessa di regalare al Canadese con gli artigli di adamantio l’ultima possibilità di accontentare i fan, è in mani salde. La scrittura del testo e la regia vengono affidate al già rodato James Mangold (“Wolverine – L’immortale“) che, con il suo stile sopra le righe e in tono con quello di Logan, in questo film lo spoglia definitivamente dell’identità di “Wolverine”, per lasciare esposto l’uomo, il mutante.
Le premesse per la storia, a detta dello stesso Jackman che assieme a Mangold ha scritto il film, sono radicate nell’immaginario western che Steve McNiven assieme all’autore Mark Millar ci hanno regalato nel capolavoro “Old Man Logan“(2009). Se non avete letto questa storia, forse il film vi avrà raggiunto e colpito in modo diverso…poichè la storia narrata dal film è moooolto diversa da quella di Millar, anche se l’atmosfera che si respira gli si avvicina. Tuttavia, sapendo che la metà dei personaggi presenti nel fumetto non appartengono alla scuderia Fox, immaginavamo già che la storia sarebbe stata differente. Chi ha visto questa mossa come un primo “strike”, è stato però subito messo a tacere al momento del rilascio del primo teaser trailer. Johnny Cash, suona con la sua chitarra “Hurt“, e la sua voce rotta dagli anni accompagna uno dei trailer meglio confezionati dell’anno passato: è pura tensione visiva, incalzante, ricca di emozione, familiarità, freschezza. Poi arriva il dolore, l’orrore, la rabbia, la perdita, e una mano minuta che afferra quella di LoganIl trailer fa il giro del mondo, raccogliendo 23.223.152 visualizzazioni, e “Logan” è sulla bocca di tutti. Sì, perché la possibilità di vedere per la prima volta un film che renda giustizia al più amato tra i mutanti (l’ effetto-Nolan con Batman) è un augurio che, noi appassionati, ci facciamo sempre. La conferma che sarebbe stato vietato ai minori, significava che avremmo avuto parolacce, scene di violenza, sparatorie, sangue e una tensione visiva ed emotiva sopra la media. La storia poco conta a questo punto, perché sappiamo che la storia rasenterà il ridicolo, ma se il ridicolo è lastricato di corpi affettati, allora il pubblico si potrà dire soddisfatto al 50%. Già! Peccato che nel mondo in cui viviamo, dove la statistica arriva almeno al 99%, rimanga un 49% da riempire e…visto il passato di Fox con gli X-Men (vedi “X-Men – Conflitto Finale“, “Wolverine – Le Origini”), e il recente passato (parti di “Wolverine – L’immortale” e “X-Men – Apocalypse“), il rischio di ricevere un prodotto non del tutto coinvolgente/convincente, è sempre dietro alto.Logan” esce nelle sale il 3 Marzo e guadagna quasi 240 milioni di dollari nel primo weekend di proiezione nel mondo, diventando subito uno tra i più redditizi film sugli X-Men. La Internet, con tutti i suoi emissari, arriva addirittura a parlare del film come degno candidato del premio massimo per il cinema: L’Oscar 2017.  Ma…..siamo sicuri che il film meriti tutte queste lodi, e che non porti, nei suoi 135 minuti, qualche infamia? Siamo sicuri che “Logan” non sia un tentativo di replicare la formula “D” (la D sta per Deadpool), con l’aggiunta di un po’ di contenuti, buttati lì? Il film riesce a redimere il personaggio di Wolverine dai film precedenti (e i film stessi), come i produttori si augurano? O è semplicemente un degno ultimo saluto ad un personaggio che ne ha già passate di cotte e di crude? . Risposta estremamente irritante ma, credetemi, la più calzante e concisa che potrei riassumervi…ma indugiamo qualche momento nell’approfondire.

Logan” è il risultato di 16 anni di lavoro da parte di Fox sul personaggio di Wolverine, che negli anni ha maturato una personalità immutata nel tempo (e Wolverine ha circa 150 anni, ndr), con annesse abilità, capacità, punti forti e punti deboli  mai sviluppati in modo soddisfacente. Pertanto il personaggio soffre già in partenza di una bidimensionalità derivante dai fumetti che viene perpetrata nei film a lui dedicati o in cui appare.

Lo schema qui è ripetuto, ma la salsa nella quale è immerso è diversa…ma non troppo. Wolverine dovrà sempre difendere un mutante, o più di uno, e nel farlo, ne prenderà e ne darà di santa ragione. Peccato che Logan sia ridotto ad un alcolizzato che guida una limousine di lusso per pagarsi uno yacht che lo porterà, assieme al Professor X., oltre il confine col Messico , dove saranno finalmente liberi…già, perché a quanto pare, in questo arancione e assolato futuro, i mutanti sono oggetto di rastrellamenti, rapimenti e sperimentazioni para-militari, e il Messico è il posto più sicuro per loro (?).

È qui che casca l’asino del film: il mondo al quale ci si affaccia non è del tutto a fuoco. Ci viene detto che i mutanti sono ridotti a poche centinaia, abbiamo degli ex-militari ex-mutilati che danno loro la caccia, il Governo americano ha una lista di soggetti altamente pericolosi e…siamo in Texas, niente di più. Ancora una volta dobbiamo afferrare quello che abbiamo davanti agli occhi senza farci troppe domande, come per “Fast&Furious”.

Dal punto di vista visivo, “Logan” si presenta con un ambientazione che sta tra il post-apocalittico e il deserto americano, dove l’immaginario è quello di un futuro distopico, nel quale mutanti sopravvissuti tentano di vivere. A sostegno di un trattamento più maturo, e vista l’impossibilità di ricreare la storia di “Old Man Logan”, la trama del film è sviluppata sullo scheletro di un film western vecchia scuola: in una landa desolata, un uomo solitario che ha deciso di lasciarsi il mondo alle spalle, dovrà scontrarsi contro lo spietato di turno che esercita la sua mascalzoneria ai danni degli innocenti, quando una ragazza verrà a chiedere il suo aiuto. Pertanto, se siete appassionati del genere o avete visto un film degli ultimi 40 anni, sapete già dove il film vuole andare a parare e a quale sensazioni vuole rifarsi per coinvolgere lo spettatore.Certo, è possibile creare un film western che non sia tedioso, lento e stucchevole, ma siamo sicuri che fosse necessario vendere il film su questo singolo aspetto? Siamo sicuri che questo tipo di approccio sia stato scelto a sostegno di “Logan”, o quelli di Fox hanno pensato che sarebbe stato figo per il pubblico vedere Wolverine nei panni di Clint Eastwood nella trilogia di Sergio Leone? Non posso rispondere con certezza, ma credo che la salsa in cui è immerso il film serva a rendere lo scorrere degli eventi sullo schermo in modo leggermente meno patetico di come avviene in altri film di genere, o sarebbe potuto avvenire qui. Veniamo ai contenuti del film però. In “Logan”, abbiamo a che fare con un Wolverine ridotto allo stremo: l’adamantio nel suo corpo lo sta uccidendo internamente, inibisce la sua capacità di rigenerarsi e l’alcool non fa che peggiorare i sintomi, con artigli che non vengono estratti completamente, il corpo piegato da una lieve zoppia e decine di cicatrici da fare invidia al Mostro di Frankenstein. Tuttavia il motore che spinge il protagonista è il peso della responsabilità: il Professor X. è invecchiato, ed è affetto da episodi di squilibrio dei suoi poteri telecinetici…roba da far tremare i muri.

La minaccia, tuttavia, non risulta abbastanza presente su schermo per Logan, che trova solo nel terzo atto una nemesi all’altezza. Già dall’inizio del film abbiamo una scena d’azione a tinte forti con un manipolo di ladri di cerchioni cromati che viene malamente affettata in un parcheggio. Le istantanee di morte che ci vengono regalate sono oro che cola da arti sezionati, squarci color vermiglio e, con somma soddisfazione, qualche foro aggiuntivo sanguinante. Ogni scontro viene risolto alla stessa maniera: Logan le prende, poi le da/ Il cattivo di turno parla, tutti gli altri non intervengono mentre Logan…ascolta, poi parte la mischia. La fanteria di prima linea di questo film, è rappresentata dai Reavers, un gruppo di mercenari dotati di protesi hi-tech, capitanato da Donald Pierce, fanno parte della Essex Corp., dove nuovi mutanti creati in laboratorio, a capo del quale sta il Dottor Xander Rice. Il loro scopo sta nel recuperare X23, poichè appartiene a loro, e tutti i suoi compagni del programma “Transigen“.

Qui, la loro funzione è semplicemente quella di trainare la storia, obbligando i nostri beniamini a spostarsi da un posto al’altro e, talvolta, combatterli. Peccato che Logan nonostante l’aspetto, sappia ancora come uscire da certe situazioni e, con il Professore Matto al suo fianco (o in camera d’albergo), rappresentano una forza inarrestabile. Esempio palese dell’inutilità di soldati umani, sta tutto nella scena di Las Vegas, dove Mangold regala forse uno dei pochi orgasmi da schermo che gli X-Men ci hanno mai regalato: la traversata del corridoio piena di Reavers prima di siringare il Professore durante uno dei suoi attacchi cinetici. Vedere quasi fotogramma per fotogramma Logan farsi strada nella stanza, appoggiare le nocche sul volto di un soldato prima di far scattare gli artigli, è l’effetto comics che non mi aspettavo. Goduria pura! Ma limitata

In questo scenario, che definirei “leggero, leggero“, viene introdotto il personaggio di X23, una giovane mutante generata dal DNA di Logan, che scientificamente la rende sua figlia.

Da subito Laura (nome civile di X23) ci viene presentata come una piccola creatura alla quale provvedere e Logan, all’inizio riluttante, accetterà mal volentieri di prenderla con sé. La piccola ragazzina killer dimostra subito una natura selvaggia e combattiva, ma grezza, istintiva e letale. Il compito è arduo, ma Laura è capace di badare a se stessa e a Logan, quando il Vecchio-Wolverine arranca o accusa troppi colpi. Attraverso il suo personaggio entriamo in contatto con la triste realtà di alcune aziende farmaceutiche che sperimentano con il genoma mutante, creandone di nuovi a tavolino. Il nemico è spietato, attrezzato e risoluto. Lo scopo non è quello di decimare la popolazione mutante, ma quello di piegarla alle proprie necessità corporative: creare soldati mutanti fedeli come cani. I soggetti sono adolescenti e questo aggiunge peso e dramma al tutto. Il documentario agilmente confezionato dalla scienziata che fa fuggire Laura e i suoi amichetti mutanti dalla sua prigionia, ci mostra il tipo di trattamento riservato alle cavie…e non è piacevole. Personalmente sono rimasto colpito da questo espediente perché, anche se era stato abbozzato in “X-2” o “Wolverine – Le Origini“, il tema della segregazione di giovani mutanti è sempre presente negli X-film e ci ricorda lo status di minoranza che rappresentano. Qui la dinamica cambia però, i  giovani e nuovi mutanti (…chi ha detto “New-Mutants“?)sembrano risoluti, uniti e con una destinazione ben precisa. Wolverine è l’unica speranza che hanno per avere la libertà di vivere la propria vita.

Logan invece ha solo il Professore al mondo, e finisce comprensibilmente per badare più a lui che alla ragazzina. Questo è l’ultimo episodio di una storia di amicizia che ha inizio in “X-Men“(2000), quando Wolverine viene accolto nella comunità dei mutanti di Xavier, ora però le parti sono invertite. Il padre diventa figlio e il figlio diventa padre: Logan è il custode di Xavier, il quale insiste affinché lui vada avanti con la propria vita. La possibilità datagli dalla mutazione prevede altro tempo per Logan, e l’arrivo di Laura è l’occasione per ridare un senso alla propria vita, passare il testimone, e magari, avere pace.

Come sappiamo però, la vita non sempre segue le nostre aspettative, e anche per Logan e X23, è in arrivo un treno carico di dolore e rimorso. Appena i due, assieme al Professor X., trovano riparo presso una famiglia di contadini, la morte li raggiunge presto. Dopo una scena che rasenta i film splatter, vediamo un’inaspettata mattanza casalinga che si risolve con la morte di Xavier. Il carnefice ha però le sembianze di Wolverine stesso, quelle di un giovane Wolverine, un clone. La minaccia è rappresentata da una versione più giovane, assetata di sangue e imbottita di steroidi mutanti di Logan. I cattivoni della Essex Corp. hanno giocato con la clonazione di geni mutanti ed ecco il risultato: Vecchio-Logan contro Berserk-Wolverine.

In un colpo di scena che sta tra il “ricolo” e il “geniale”, vediamo affrontarsi due versioni appartenenti allo stesso personaggio…proprio come nei fo****issimi fumetti :-O ! Una in preda alla furia omicida è guidata dalla sete di sangue, e l’altra rassegnata al sacrificio finale pur di dare una possibilità di vita ai giovani mutanti.

Stucchevole e scontato dite? Si, ve lo concedo, ma cosa vi aspettavate da Logan? Che lasciasse la giovane X23 in mano ai suoi spietati creatori? O avrebbe dovuto scambiare la ragazzina per dei soldi, in modo tale da salvare il Professore e portarlo oltre confine?…forse. Ma non sarebbe stato “in personaggio” no? Ebbene, “Logan” è quello che personalmente mi aspettavo. Mi era stato promesso un film diverso dai precedenti due, ed è stato così. Mi era stato promesso un film maturo, sia dal punto di vista della storia che da quello grafico, e anche qui niente da dire: “Logan” è il primo film a mostrare i danni che i suoi artigli possono fare, mentre ci mostra gli effetti collaterali che questo dono gli ha portato, e che lo sta portando alla morte. Possiamo finalmente vedere i danni sul suo fisico che la sua capacità di rigenerarsi non può più curare, quasi sentendo il dolore che ne deriva.
Perché sono le cicatrici che stanno uccidendo Logan, ma non parlo di cicatrici a livello di epidermide, ma sotto la pelle, sotto i muscoli, oltre la cassa toracica fino al cuore. Il mutante vuole morire, ma il suo ruolo attuale non glielo permette poiché ha delle responsabilità, uno scopo. La riluttanza iniziale a proteggere X23, è spinta appunto dall’incombenza che le crisi di Xavier rappresentano, ma quando questo fattore è fuori dai giochi a Logan non resta che Laura, e la speranza che lei porta in sè. Un futuro è possibile, per lei e gli altri nuovi mutanti che arriveranno.
Se, al cinema, avete gridato alla “Trovata commerciale!” per la continuazione del franchise, non vi smentirò.

Considerando però, che il futuro degli X-Men non sembra così chiaro e delineato in casa Fox, non credete che sia necessario partire da questo punto, dalla morte di Wolverine, per edificare una nuova generazione di giovani mutanti? Fox, in questo caso, ha deciso di utilizzare un film dall’incasso sicuro per guardare avanti verso nuovi papabili orizzonti narrativi, cosa che nei film precedenti non gli era riuscito. Ci stanno offrendo una sbirciata al nuovo mondo che verrà popolato dai prossimi “Uomini con la X davanti“.Concludendo, vorrei che il mondo facesse pace con questo film e con quello che rappresenta: “Logan” è l’ultimo capitolo dei film dedicati a Wolverine, uno dei mutanti più famosi al mondo, e Fox ha deciso di dargli un degno canto del cigno prima di archiviare completamente la saga di mutanti  che ci hanno presentato da “X-Men” a “X-Men – Giorni di un Futuro Passato“. E lo fa nello stile al quale ci ha abituato negli anni, con personaggetti abbozzati, trame traballanti, azione soddisfacente che si tramuta in film sommariamente godibili, mai nuovi, ma godibili.
Per questo promuovo “Logan” a “Wolverine 3” e nient’altro. Un degno seguito di “Wolverine va in Giappone” e accorato addio al migliore Wolverine che abbiamo mai visto al cinema 😉 .

Volendo valutare questo film, ed essendo io un gran “bonaccione”, decido di promuovere “Logan” senza riserve con 6.5 urladaossessonelbosco. E voi cosa ne pensate? Flop o Top? Burp o Snikt? Promosso o Bocciato? Ditecelo, nei commenti, su facebook e da WoT.