DEADPOOL: LA RECENSIONE (SPOILER)

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Aaaah sembra quasi ieri, ma se vi ricordate bene, sono passati circa 6 anni da quando X-Men Origins -Wolverine- (2009) ha rovinato uno dei più popolari e amati tra i tanti personaggi Marvel comics degli ultimi 10 anni. Ma grazie a qualche entità, che mai scopriremo, un bel giorno di 3 anni fa è stato rilasciato sulla Internet un test footage che ha subito attirato l’attenzione. Frutto di un leak o no, una cosa sola lo rendeva impossibile da ignorare: il suo protagonista. Nel video vedevamo un DeadPool in grande spolvero piombare da un cavalcavia in un SUV e disfarsi di tutti gli occupanti…e voleva dimostrare a Hollywood come fosse possibile riportare il Mercenario Chiacchierone al livello della popolarità guadagnata negli anni.

Dietro a questo sforzo per riabilitare DeadPool c’è lo stesso portagonista dell’ incarnazione precedente, che già fu Lanterna Verde (2011): Ryan Reynolds. Torna come attore protagonista e in veste di produttore. La FOX questa volta ha deciso per un reboot totale del personaggio ma a qualche condizione: un piccolo budget, un regista (Tim Miller) alle prime armi con un passato decennale nel mondo dei videogames, ma cosa più importante hanno dato carta bianca sulla realizzazione. Si perchè “chi non risica non rosica” e a costo di infilare l’ennesimo SuperFlop, in casa FOX si è deciso di azzardare: dal soggetto, allo svolgimento, al regista, al Rating.

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Vietato ai minori di 18 anni, e vietato in Cina. Così è stato deciso per questo “DeadPool” che arriva come una pallonata all’inguine…o una gomitata su un seno (dipende da chi legge): se da un lato la scelta di inserire certi contenuti può sembrare allettante, dall’ altra rischia di alienare quella parte di pubblico un po’ perbenina che di mal occhio vede chi impreca, fa gesti di natura oscena, cerca la spettacolarità nell’ uccidere e chi usa gli strap-on…ma non è questo il caso. Il marketing creato attorno a “DeadPool” è stato capace di trasformare la percezione del pubblico riguardo questo film e sul personaggio stesso, che è sicuramente protagonista di un film sui SuperEroi, ma anche di una storia d’ amore tra le più classiche in età moderna. Pertanto si è puntato tutto sull’ irriverenza di DeadPool, facendolo arrivare in tutte le case del pianeta via video, con il suo carico di ambiguità, simpatia e la capacità di incuriosire tutto il pubblico.

Come siamo stati abituati dagli spot e dai trailer, il logo Marvel sparisce e subito spunta sulla faccia un sorriso a 32 denti: siamo in un SUV con DeadPool e 4/5 scagnozzi, e subito ci viene offerta una godibilissima piano sequenza che a 360° ruota all’interno dell’abitacolo poi attorno al mezzo. Prima di sapere chi ne uscirà vivo, il film ci spiega una cosa subito importante che capiamo dai titoli di testa, ovvero il tono del film: Prodotto da “teste di culo”, scritto da “i veri eroi qui”, diretto da “un idiota pagato troppo”. “DeadPool” è un film che sà di essere un film così come il suo protagonista sà di esserne il protagonista.

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Questa premessa (a 6’e30 dai titoli di testa) ci introduce in quella che sarà una storia per metà raccontata, per metà vissuta live su schermo. DeadPool si volta verso la telecamera e si prende il suo tempo per aggiornarci su ciò che è stato mentre si appresta a fare ciò che farà. Così ci vengono introdotti prima la nemesi di turno, Francis/comemichiamoAjax“, l’ interesse amoroso di Wade Wilson/ DeadPool, Vanessa, e la loro matura, molto matura, relazione adulta….sopratutto nei contenuti (il calendario delle festività è da prendere in considerazione). E lo fa ogni volta con una transizione a fermo immagine (mezzo già usato in Una pazza giornata di vacanza, Fight Club, Man on the Moon) con la voce fuoricampo del Mercenario Chiacchierone, per poi riprendere da dove aveva lasciato.

La storia che ci viene raccontata non ha molto di nuovo, ma arricchisce il panorama: “uno stronzone con poco cuore si innamora di una prostituta che gli ruba il cuore ma lui scopre di avere il cancro allora decide di farsi iniettare un gene mutagene allo scopo di sbloccarne le potenzialità e magari, guarire dalla malattia. Dato per morto, ma forte di un potere rigenerativo che si è sfortunatamente legato al tumore rendendolo orribile agli occhi, torna per vendicarsi del suo creatore e difendere la sua bella. Ce la farà?Ovvio che sì!

Sempre che ColossoTestata Mutante Negasonica (direttamente dagli X-Men) non si mettano di mezzo e provino a reclutarlo mentre cercano di metterlo sulla retta via del SuperEroe. Colosso, con il suo perbenismo, è in pieno ruolo di mentore, funziona benissimo come spalla comica…l’ ultimo tentativo di ispirare DeadPool con il discorso delle “4 o 5 volte nella vita” è impareggiabile.

“DeadPool” si fa forte di un protagonista dall’ appeal non indifferente, in possesso di uno humor che difficilmente lo potrebbe far avvicinare a meno di 50metri da una Chiesa….e la condotta sessuale da far spaventare un Unicorno. Alimenta le sue piroette, il suo sparare e il suo affettare con l’amore per una donna che tutti noi maschietti vorremmo accanto (la nostra versione ma al femminile). Può vantare un amico gestore di un bar (Weasel), che come ogni altro barman vorrebbe servirvi solo da bere, scambiare due convenevoli per poi non voler più incrociare la vostra strada di nuovo (“Verrei con te…ma non voglio.”). Si trova a combattere per salvare la sua donna e, per l’ occasione, a vestire i panni del “fottutissimo SuperEroe” (nonostante non voglia entrare nella X-Band di Colosso).

O lo ami o lo odi, non ci sono vie di mezzo. DeadPool esce dalle pagine patinate dei comics e lo fa in gran spolvero perdendo tuttavia quegli elementi che lo rendono un meta-personaggio in un meta-fumetto. Nei fumetti gode del dono della consapevolezza di sè: DeadPool sa di essere un personaggio inventato, e si comporta di conseguenza. Conosce il mondo reale e il mondo cartaceo nel quale è introdotto, ed è disposto a infrangere e piegare qualsiasi legge cosmica comandi quel dato universo, se non gli vanno a genio. Qui, invece, è “DeadPool” il film ad essere coscente di sè, e lo fa con non poca ironia, sia nella scenografia o nei testi. Penso ai riferimenti allo stesso Reynolds o alla foto nel portafogli della Lanterna Verde Hal Jordan, al pupazzo di DeadPool (versione boccacucita), ai riferimenti a Hugh Jackman (Wolverine), alla confusione di Wade sui due Professor X. (McAvoy/ Stewart), al cartone di pizza ananas e olive verdi della pizzeria “Faige Famous Pizza” oppure….all’ Elicarrier stile S.H.I.E.L.D. che fa da sfondo allo scontro finale!

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DeadPool” intrattiene da morire. Per poco più di un’ora e mezza (durata che da sollievo di questi giorni) vedrete le origini di un SuperEroe mai visto sul grade schermo raccontato in un modo che pochi registi e sceneggiatori hanno saputo realizzare ultimamente. Forte di molti talenti, che vanno dalla seggiola del regista Tim Miller, agli scrittori della sceneggiatura di Paul WernickRhett Reese, dal protagonista Ryan Reynolds, al cast di supporto fino agli stunt e coreografi delle scene d’azione, “DeadPool” traccia una linea rossa sul panorama dei CineComics in modo plateale. I risultati al botteghino (ad oggi 378mln USD nel mondo) premiano “DeadPool” per originalità, realizzazione, marketing, fedeltà al materiale originale.

A me il fim non è dispiaciuto, non ho saltato sulla poltrona per tutto il tempo ma ammetto che è uno spettacolo per gli occhi….sempre che decapitazioni, amputazioni e uomini usati come puntaspilli non vi diano la nausea. Ammetto di non essere neanche un damerino, pertanto ho riso anch’io almeno al 50% delle battute che arrivano a raffica (le prime reazioni alla faccia di Wade). Il doppiaggio castra il film e non poco, come la scelta di limare qualche battuta che, nel nostro bigotto paese, può venire stigmatizzata o addirittura non compresa. Quindi “DeadPool” strizza l’ occhio, e qualcos’altro, allo spettatore medio mentre con l’altra manina accarezza il mento ai fan del comic che come gatti in amore fanno le fusa.

VOTO: 7 su 10 Chimichanga

Si aprono così le danze di questo 2016 che sarà ricordato come “L’anno di DeadPool, di Batman v Superman, della Civil War, di X-Men Apocalypse ecc…”