BvS: LA RECENSIONE CHE FARA’ JUSTIZIA

Che vi sia piaciuto da pazzi, solo “piaciuto”, deluso o addirittura “offeso” BATMAN v SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE è fuori, e per le strade è il delirio: macchine ribaltate, edicole incendiate, vetrine in frantumi e aria densa di fumo nero. In attesa che la Guerra Civile ci porti a periodi migliori e convinte positive recensioni, ho voluto (dall’alto della mia cultura qualunquista e di lettore medio) prendermi questo spazio per spezzare una lancia (ammicco, ammicco) a favore di BvS.

Il mio collega Capitan Caruso sembra non aver gradito a pieno questo film, e diversi punti della sua recensione sono condivisibili. Per quanto mi riguarda, alla prima visione ero interdetto, tanto da pensare di rinunciare al compito di scrivere una recensione. Alla seconda visione ho cominciato a unire i pezzi che mi sembravano disgiunti e poco chiari… piccoli passi verso una consapevolezza più grande che avrei raggiunto solo con una terza e ultima proiezione. Coadiuvato dal Buon Bruano (che dall’uscita dalla sala a fatto suo il motto “io ho capito tutto“), sono arrivato a una comprensione superiore del film… e mi sono convinto che QUESTO è un film meritevole, ma non senza pecche.

batman-v-superman-banner

Sapendo già da almeno due anni in quale contesto ci saremmo trovati (titolo e sottotitolo parlano da sé), il film preferisce riprendere da dove aveva lasciato e di svilupparne le conseguenze. Se in apertura a Man of Steel abbiamo visto la distruzione di Krypton e la fuga di Kal-el/babyClark dal pianeta, questo Batman v Superman non è da meno: in entrambe i casi vediamo il mondo dei nostri protagonisti cadere in pezzi, ma in questa storia solo uno dei due protagonisti è fatto di acciaio.

Se per Clark quello era un punto di partenza, per Bruce Wayne questo episodio arriva dopo 10 anni di un’infanzia poco felice (orfano di padre/madre già dai titoli di testa), 5 di peregrinaggio per il mondo e 20 di servizio attivo come Vigilante a Gotham (e chissà dov’altro ancora). Capirete che la miscela ottenuta è altamente instabile. Infatti, la reazione a certi traumi, se non gestiti ed elaborati, porta a comportamenti che oscillano tra il maniacale e il criminale. Ecco le motivazioni di questa nuova versione di Bruce Wayne/Batman: la rabbia che deriva dal non poter salvare le persone a lui care.

…comincia così: la smania, il furore, il senso di impotenza che rende gli uomini buoni crudeli“.

Il Batvigilante di Snyder è una bestia diversa dalle precedenti incarnazioni. Ne ha abbastanza di criminali da strapazzo (come il Batman di Miller), la mancanza di tempismo quando una minaccia è imminente gli ha già portato dolore e sconforto. Oggi, dopo un bel pestaggio è disposto anche a marchiarvi a fuoco se non rispondete a modo. Che vi piaccia o no, ora fa parte dei suoi metodi e non sembra disposto a frenarsi o pentirsene, perché i risalutati arrivano: viene a sapere che c’è un meteorite in grado di ferire e uccidere i Kryptoniani (quindi anche Superman). L’esistenza della possibilità che Kal-el possa spazzare via tutta l’umanità è abbastanza da considerare lo alieno una minaccia.

Quando neanche Batman riesce ad ottenere un’informazione definitiva, è Bruce Wayne a entrare in campo. Sornione, sensuale, accattivante…come il migliore dei playboy, filantropi, miliardari d’altronde. L’altra metà di Batman è più tonda e credibile rispetto alle precedenti (vedi alla trilogia di Nolan): penso al doppio salvataggio dopo il crollo del Wayne Building di Metropolis, al botta e risposta sull’argomento Vigilante di Gotham intrapreso con il giornalista Clark Kent o ai continui scambi tra lui e Alfred. Ma è al cospetto di un personaggio femminile, sia l’assistente asiatica di Luthor o la misteriosa figura di Gal Gadot (tranquilli, ci sto arrivando), che Bruce dà il suo meglio: si finge ubriaco per giustificare la sua presenza in una zona vietata (svia il tutto con un complimento alle scarpe), approccia una donna misteriosa al secondo incontro, la coglie alle spalle, le sussurra parole all’orecchio, utilizza quel fascino alla Sean Connery in 007, un po’ misogino ma comunque sornione.

maxresdefault

In questo film, è lo scapolo d’oro più ambito di Gotham a essere lo sprovveduto..non la gazzella che il leone sta puntando. Una figura longilinea, dai tratti mediterranei e le labbra rosse. La vediamo scivolare sensuale tra gli invitati a casa Luthor ed è già cotta adolescenziale. Non parla, ma è già chiaro che non è il suo primo rodeo e che anche lei ha motivo di essere lì. Il primo scambio con Bruce avviene a un altro evento mondano, e le parti sono subito definite: lei, Diana Prince/ WonderWoman è al comando, Bruce insegue. Anche Diana vuole dei dati sensibili dal mainframe di Lex Luthor, ma non ha i mezzi per estrapolare le informazioni interessate.

Nel momento stesso in cui arriva sulla scena in gonnellino, spada, scudo e lazzo, la sala perde completamente la brocca: parte un applauso spontaneo, liberatorio, come se una scossa ci avesse attraversato tutti allo stesso tempo lasciandoci immobili per i 20/25 minuti a seguire. Seppure di poche parole, la bellissima Gal Gadot (nome per il quale i nostri migliori studiosi stanno ancora indagando) porta a casa la parte: posso dirmi assolutamente intrigato dalla figura di Diana Prince come per l’Amazzone Guerriera… e il tema musicale che si sente nel momento in cui viene svelata la foto datata 1918, è da BBRRRRRIVIDI LUNGO LA SCHIENA!!!

I personaggi di Diana Prince e di Bruce Wayne si incontrano QUASI per caso a casa Luthor e introducono quella parte del film che ci è indicata come “Dawn of Justice”. Premessa e conclusione sono da promuovere, per quanto riguarda il suo svolgimento devo ammettere di non esserne stato un grande fan. Comunque il tentativo è da apprezzare perché figlio di un progetto che va oltre il film, guardando al futuro del franchise. Sì, perché questa “ALBA della JUSTIZIA” guarda al futuro: quel filo di luce che all’orizzonte si fa più chiaro e visibile man mano. Ed è proprio da quel futuro, o meglio da UN futuro, che provengono… strane vibrazioni.

BvS_PayoffPoster.indd

I sonni post-sbornia e i sonnellini da uomo di mezza età di Bruce Wayne sono tormentati da continui e rivelatori incubi… “E che novità!” direte. Il primo vede Bruce portare gli onori presso la tomba di famiglia. Qualche secondo di omaggio ai genitori e lo sguardo cade su una goccia di liquido rosso, che diventa poi un rigolo di sangue uscire dall’interno del loculo. Qualcosa spinge da dietro il marmo, che prima s’incrina, poi si rompe, un ManBat si sporge dalla voragine e stridendo addenta Bruce che, turbato, si sveglia. Il significato del sogno non mi è per niente chiaro, ma considerando la precaria psiche di Batman, l’ambientazione dell’incubo già risulta plausibile. La creatura, credo sia innanzitutto un omaggio al cartone animato anni ‘90 e a tutto il suo pubblico, inoltre rappresenta un uomo diventato pipistrello, cioè che ha ceduto la sua parte umana per quella animale e si nutre di sangue, la degenerazione del corpo dopo quella della mente. Altra spiegazione potrebbe stare nella quantità di vino ingerito la sera prima: da buon playboy, al suo risveglio c’è una donna nel suo letto e, a detta di Alfred, parecchie bottiglie vuote.

In occasione del secondo incubo, l’ambientazione è a dir poco Apokaliptica. Un enorme simbolo dell’omega (Ω) è impresso sulla spianata di terra ed eruzioni vulcaniche vanno da destra a sinistra dell’orizzonte. Batman (che non ha il solito costume e porta con sé armi automatiche) si appresta a fare uno scambio, ma è stato giocato e l’imboscata è imminente. Uomini in tenuta militare d’assalto con la “S” di Superman sul braccio, attaccano Batman che non fa attendere la sua reazione. Dall’alto iniziano a sciamare su schermo delle creature che dalla redazione mi dicono essere “Parademoni” (come le scimmie volanti nel Mago di Oz). In pieno stile Mad Max (sempre di Miller, ’sta volta George) Batman alterna tra combattimento corpo a corpo, colpi di arma da fuoco, proiezioni, colli spezzati e roncolate in bocca. Dopo tre minuti di pura gloria su schermo, il Cavaliere PostApokaliptico è soggiogato, un parademone di 2 metri lo tramortisce, si va a nero.

Batman-v-Superman-sneak-peek-screenshot_1

Il risveglio non è dei migliori. Batman è in un bunker sotterraneo, legato per le mani, al centro di altri due disgraziati: il richiamo a Gesù e i due ladroni è palese…quello che sta per accadere meno. Come un boia atteso sul patibolo arriva Superman, ma capiamo in fretta che c’è qualcosa di strano. Il buon Kal-el ha il viso contrito, il passo deciso e aria minacciosa. Non sembra felice, qualcuno le deve buscare. Libera dall’ingombro degli arti inferiori i poveri due disgraziati, poi si concentra su BatMax. A quel punto gli sfila il cappuccio e dice “Lei era il mio mondo, e tu me l’hai portata via”, mentre ci chiediamo a cosa fa riferimento la mano di Superman si posiziona sullo sterno di Bruce, un secondo di esitazione e sentiamo un suono di tessuti, muscoli e ossa che si spostano repentinamente…e sentiamo le strazianti urla di Bruce.

In questa sequenza, pare che Batman sia sulle tracce di frammenti di Kryptonite allo scopo di fermare un Superman che pare aver cambiato idea per quanto riguarda la sua fedeltà al genere umano. Ormai privo di ogni umanità lo vediamo uccidere senza battere ciglio. La frase rivolta a Bruce è probabilmente riferita a Lois Lane ma non voglio fare speculazioni in merito. Significativa la scelta della parola “mondo” in “lei era il mio mondo”è probabile che questo non sia un incubo ma una realtà parallela (come il buon Flash della TV ci ha abituato negli ultimi due anni), dove Clark ha istituito un corpo di polizia paramilitare in suo appoggio per creare uno Stato di Polizia globale (leggi/ gioca INJUSTICE  gods among us -). Oppure potrebbe essere sotto l’effetto di Darkseid come suo araldo e ambasciatore. Ma è ADESSO che le cose si fanno interessanti.

Dopo il SuperTrauma al torace subito nel sogno, Bruce si risveglia nella sua Batcaverna, ma sta accadendo qualcosa d’inaspettato. “Bruce…..Bruce…mi devi ascoltare” vediamo una figura all’interno di un portale che cerca di comunicare, a fretta e sembra importante ”è Lois, Lois Lane. Lei è la chiave”. Bruce è aggrappato alla sedia e a mala pena capisce cosa sta guardando o chi. “sono arrivato prima? Sono arrivato troppo presto?”…”Avevi ragione su di lui! Hai sempre avuto ragione.”…”Trovaci Bruce, devi trovarci”. Questo devastante appello è di Flash. Il Velocista Scarlatto sta viaggiando nel tempo e nelle dimensioni per portare a Bruce queste notizie frammentarie che probabilmente fanno riferimento al futuro mostrato poco prima. I riferimenti dai fumetti sono più di uno: “Flashpoint”, dove un Barry Allen senza poteri cerca aiuto presso l’amico Batman (solo per scoprire poi che è Thomas WayneBruce è morto assieme a Martha), o più vicino a “Crisi delle Terre Infinite” dove un Flash morente si dissolve tra le mani del Cavaliere Oscuro dopo avergli portato notizia di un futuro Apokaliptico.

batman-v-superman-final-trailer-6

Al suo risveglio, il Batcomputer ha completato la decrittazione dei dati rubati in casa Luthor, e il progetto viene a galla! A quanto pare, Lex sta collezionando dei file sui Meta-umani. Quattro cartelle per quattro futuri membri della Justice League che saranno protagonisti di altrettanti film da qui al 2019, abbiamo (con rispettivi loghi): Aquaman (un surfista mezzo samoano che fissa un drone d’acqua per poi schizzare via nel mare blu), Cyborg (mezzo cadavere di un ex atleta che il padre pensa bene di unire a una tecnologia aliena), WonderWoman (con due foto prese da uno sportello bancomat e una del ‘15/’18) e Flash (che sventa una rapina mentre compra il latte al mini-market sotto casa). Nonostante la pochezza di due introduzioni su quattro, l’aspetto che più mi turbava era il modo con il quale ci sono mostrati i file: pensavate che sarebbe stato Batman a mostrarci il tutto eh? Invece no, Brucie pensa bene di allegare il tutto a una mail non criptata da spedire a Diana Prince chiedendole della sua soprannaturale natura…Comunque.

in coda a questo Trenino della Justizia, che arriverà in stazione solo a fine 2017, c’è Superman, più combattuto che mai come in questo film. Il mondo, come profetizzato prima da papà Jor-el (Russel Crow), poi da pa’ Kent (Kevin Costner), sembra non aver accettato la presenza di un essere extraterrestre e non sa se accoglierlo o se scacciarlo…se poi sei Supereroe da due anni o poco meno, forse forse qualche dubbio su te stesso ce l’hai ancora. Siamo davanti a un Superman che non ha ancora trovato uno scopo al suo operato e alla sua stessa funzione sul pianeta. L’amore di ma’ Kent, di Lois, la riconoscenza di chi ha appena salvato o la legittimazione pubblica sembra non bastare per sentirsi un Eroe. Per quanto Clark si sforzi, il Mondo umano gli è ancora lontano e troppo contraddittorio, quasi da sembrare che ogni salvataggio porti a una nuova catastrofe. Soprattutto quando per alcuni sei il Demonio.

d0a66fdd100931da0c60f247a5369c1b

Si, perché “i diavoli non vengono dall’inferno sotto di noi, vengono dal cielo”. Questo è il concetto distorto che Lex Luthor fa suo quando cerca l’appoggio del Governo USA in materia di Difesa Nazionale…dai Kryptoniani. La nuova incarnazione della nemesi per eccellenza targata DC Comics, è certamente moderna mentre strizza l’occhio alla versione Donneriana del 1978. Padrone di un impero tecnologico senza limiti all’immaginazione, Lex farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per dimostrare all’umanità che il suo Salvatore non è altro che un Demonio portatore di morte e distruzione. E come dargli torto!

Frutto di un’infanzia traumatica, Lex ha maturato una serie di ossessioni e stranezze che trovano nella “Difesa Planetaria” lo sfogo ideale. Come l’uomo spesso è in conflitto con gli Dei, Luthor vuole smascherare Superman e il suo ruolo di Salvatore macchiandone l’onore: prima creando un incidente diplomatico internazionale a Nairobi, poi fomentando una vittima del disastro di Metropolis. Cerca di intimorire il Senatore-capo sulla questione Superman e rapisce la madre di Clark per renderlo schiavo del suo Machiavellico piano! Un genio criminale senza precedenti!

Dopo aver costruito un mondo complesso e organico fatto di giornalisti d’assalto, milizie private, marchi a fuoco, processi pubblici, edifici governativi saltati in aria e facce che vanno dal costernato (vedi Superman), al malizioso (vedi Lex) alla rabbia cieca (vedi Bruce), la tensione su schermo monta, monta fino a esplodere a metà del film. Il secondo tempo è quello per cui avete prenotato il biglietto: lo scontro.

11194472_957876490903691_1400700976657642552_o

Non importa quanto avete pagato il biglietto, perché se era “Batman contro Superman” che eravate andati a vedere, allora potete dirvi soddisfatti. L’armatura corazzata di Batman viene direttamente da Miller, è massiccia e funzionale allo stesso tempo. Ma è nei suoi gadget che Batman ha l’arma vincente: la Kryptonite. Che sia in forma di granata fumogena o come punta di una lancia, il meteorite è letale per Superman e Bruce non esita a usarlo. I risultati si vedono e Clark inizia a incassare… fino a quando l’effetto svanisce e il Batpugno appena tirato rimbalza come su un muro d’acciaio.

La risoluzione allo scontro è un altro dei problemi che ho con questa parte del film. Superman cade per la seconda volta nel tranello del fumogeno e perde il vantaggio su Batman. A questo punto, Bruce è pronto a impalarlo ed è qui che la situazione rimane in bilico tra il Ridicolo e il Plausibile. Mai, nella storia dei fumetti, mi era stato fatto notare che la mamma di Clark si chiamasse Martha… quella di Bruce Wayne sì, ma di quella di Kent proprio lo ignoravo. Detto questo, ho trovato che dal punto di vista dello spettatore medio, che è al cinema solo perché ci sono Bat-tizio e Super-boy, la scelta di chiudere il conflitto per un caso di omonimia un po’ povera.

Chiudere qui il discorso lo sarebbe altrettanto, ma elaboriamo: il film inizia con il funerale e l’episodio della morte dei Wayne, Martha è l’ultima parola che Thomas pronuncia. Se c’è una cosa che sappiamo di Bruce Wayne è che il trauma è stato enorme e il ricordo dei genitori è un nervo scoperto, la morte delle persone care in genere. In questa occasione, Batman ha l’ occasione di eliminare la minaccia aliena una volta per tutte per evitare che altri (come la bambina di Metropolis) debbano patire la mancanza dei propri cari. Nel momento stesso in cui Superman, con il piede corazzato di Batman sul collo, pronuncia il nome “Martha.”, la testa di Bruce esplode. Il solo pronunciare quel nome lo fa sprofondare in uno stato di panico che va a sommarsi all’ adrenalina dello scontro: le mani si bloccano, il cervello con loro è rimane un dubbio. “Perché hai detto quel nome?“.

Fortunatamente Lois è appena arrivata col taxi (°_°) e riesce a spiegare che “Martha” è il nome di sua madre… Lex ha rapito la madre di Superman, e se Batman fosse stato così gentile da farlo parlare, a quest’ora sarebbe tutto risolto. Invece no, il Batvigilante ha preferito mettere i puntini sulle “i” e dimostrare al Kryptoniano chi porta i pantaloni a casa DC.

Beh, su questo punto si potrebbero sprecare ancora giorni e giorni, ma alla fine è una di quelle cacchiatine che non hanno bisogno di spiegazioni (un po’ come gli occhiali di Clark)….anche perché c’è ancora Martha da salvare, perché “Martha non morirà stanotte“.

 

bvsfinal5

E’ ora di menare le mani, questa volta per davvero perché Batman entra in azione e le mani gli prudono da morire. L’obiettivo è salvare ma’ Kent, non prima di essere passato attraverso due dozzine di nemici. Arriva con il suo Batwing dal cielo e si tuffa nell’edificio interessato, ma appena un piano sotto. A quello di sopra lo stanno aspettando e Batman non tarda a farsi vivo: una voragine nel pavimento di legno si apre e uno scagnozzo è tirato al suo interno per poi diventare contrappeso per l’Uomo Pipistrello che guadagna la trave a 3 metri da terra. Nello stesso tempo, ha lanciato delle mini-cariche esplosive adesive alle armi a fuoco dei malcapitati che se le vedono volare via dalle mani. Ora restano solo quelle, e il pestaggio ha inizio. Un vortice di pugni, calci, ginocchiate e gomitate si abbatte sui malcapitati che non possono fare altro che incassare: lo stile di combattimento corpo-a-corpo di questo Batman è fluido, intenso, elegante e tanto potente da sentire dolore per gli stuntman o da poter ipotizzare i giorni di ospedale necessari a riprendersi da un cazzotto che ti piega in due come un libro. Esercizio interessante se siete studenti di medicina, ma anche se siete solo dei fanatici dell’azione adrenalinica. La scena termina con il salvataggio di Martha Kent e con la prima delle due battute di spirito in 150 minuti di film:

Tranquilla, sono amico di suo figlio.“_batman

ma’ kent_”..lo avevo capito dal mantello“.

Lex però ha qualcos’altro nel forno che sta cuocendo, una pietanza Kryptoniana, tempo di cottura 60 minuti. Ebbene sì, e come non aspettarsi da uno scienziato pazzo, che ha ottenuto il permesso dal Governo di giocare con la tecnologia aliena, un bell’ibrido umano-krypotoniano? “Bastava aver visto il trailer!“, esattamente.

Allora cosa hanno deciso di inventarsi Warner Bros. e compagnia bella come espediente per unire la formazione di questa neonata Justice LeagueDoomsday! Scelta azzardata o no, il design della creatura un po’ a risparmio non mi è piaciuto molto. Nel 2016 mi aspetto ben altro da un colossal da 248 mln di dollari. Tuttavia, quando il mostrone entra in partita, la musica cambia e assistiamo a un discreto esercizio di “effettospecialistica” che non delude, ma non esalta.

Batman-V-Superman-Dawn-of-Justice-25

Degno del mostro di “Fran-ken-stìn!“, Doomsday esce da un’incubatrice Kryptoniana pronta a rompere le ossa all’Uomo d’Acciaio, che non si fa attendere. Lo scontro inizia a Metropolis per finire nello spazio aperto: gli Stati Uniti decidono per il lancio nucleare e Superman si sacrifica per distruggere il mostro. Il tentativo va a vuoto, Doomsday precipita appena fuori Gotham, e assistiamo a uno degli omaggi a “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” nei quali più speravo: Clark è nello spazio siderale, immobile, il suo corpo consumato dall’esplosione atomica è irriconoscibile se non dal costume. Il sole sta sorgendo all’orizzonte e le radiazioni del nostro sole (una stella giovane) sono come un energy drink ai tachioni che rinvigoriscono il corpo e rimpolpano il viso sempre meno scarno di Superman fluttuante alla deriva. Il processo di guarigione rientra anche lui nel caso della povertà degli effetti speciali, una transizione meno violenta ed elaborata meglio avrebbero dato più peso al tutto. Poco cambia perché il sole è sorto, Clark ricaricato ed è ora di tornare a far tremare i muri con i pugni.

Sulla terra, Doomsday sta subendo una trasformazione a livello fisico in risposta agli attacchi ricevuti, e questa è forse la parte che più assomiglia al personaggio dei comics. Lo scontro con i tre Eroi è in linea con le loro abilità e poteri: se Superman ha la capacità di rispondere colpo su colpo, WonderWoman ha il suo scudo magico e il suo lazzo… mentre Batman, giustamente, ha un rampino e un fucile con un colpo solo! Questa divisione della trinità funziona molto su schermo e, anzi, rende il tutto più credibile. Se è vero che il totale è la somma dei singoli, qui ogni Eroe possiede caratteristiche uniche che rendono necessario cooperare. Ma è può bastare? Come fermare una creatura che sembra assorbire la forza dei colpi subiti e farla sua? E se per di più la creatura è mezza-Kryptoniana?

DIN! DIN!! DIN!!!

Risposta esatta: lancia alla Kryptonite! A chi toccherà questo infausto compito? A Batman? Naah, lui è lì, dietro le macerie e non uscirà fino a quando gli altri tre non si daranno una calmata. WonderWoman? Naaah, non sappiamo manco chi è, poi è l’unica donna del gruppo, non puoi chiederle di sacrificarsi… “hai detto sacrificarsi? Abbiamo un eroe dalla figura vagamente Cristica che possiamo sacrificare per ripagare ai peccati dell’uomo? Ah sì! Bene, bene… SUPERMEEEEN!!!”. E come da copione, come solo i veri Boy Scout d’Ameriga sanno fare, Clark non può sottrarsi a questo momento d’infinita magnanimità: sacrificare la propria vita, non per tutto il genere umano, ma solo per chi merita il suo amore e protezione, Lois. Ora, diversamente da tutte le controindicazioni per gli ex-abitanti di Krypton, Clark imbraccia la lancia del destino e sì… lancia in volo stentato verso quella che sarà la sua ultima buona azione. Doomsday, che nel frattempo ha perso un braccio e l’ha rimpiazzato con un simpatico sperone osseo, è in balia del lazzo di WonderWoman che fa di lui il bersaglio perfetto. Appena prima che Clark sia a portata, un fumogeno alla Kryptonite esplode in faccia alla creatura e, dietro di lui, a una distanza di sicurezza di due chilometri e mezzo, vediamo Batman tutto fiero del suo tiro migliore godersi il momento finale.

Il nemico è debole, l’unica cosa da fare è trafiggerlo e Superman non tradisce. La bestia è impalata ma il colpo non sembra essere quello risolutivo, infatti, il braccio mozzato ora è diventato un’arma e Doomsday non deve fare altro che trafiggere il cuore di Clark per fermarlo nel suo intento. La lancia deve affondare più a fondo, allora Superman decide di sacrificarsi facendosi trafiggere completamente e portare il colpo decisivo al petto del mostro. Così entrambi cadono.

BatmanSuperman_MPC_VFX_ITW_16

Superman è morto. Evviva Superman!

Per niente banale eh? Già… ma non mi trova del tutto in disaccordo perché finalmente Clark/ Kal-el fa una scelta di cuore, prima di allora erano i fantasmi del passato dei suoi due padri a guidarlo, mentre ora si sente libero di scegliere. Il finale del film è dedicato al cordoglio e alla memoria. Clark Kent è celebrato con una cerimonia intima a casa a Smallville, a Superman è concesso l’onore dei funerali di Stato a Metropolis. Un calesse tirato da due cavalli per uno, una processione in onore l’ altro. Una cerimonia per pochi intimi a Smallville, tutta la popolazione di Metropolis e dintorni in centro. Una cassa di legno di noce, ebano nero l’altra. Clark Kent, Superman.

Il cordoglio è comune, ma sembra Bruce Wayne quello che accusa di più il colpo: ha tradito l’uomo ma non lascerà che il suo sacrificio sia stato inutile. Batman è convinto a continuare la sua crociata contro il male, e adesso, che sa COSA sta per arrivare, la soluzione è una: formare una squadra.

L’inquadratura finale sulla bara di Clark mi ha lasciato un po’ interdetto: era proprio necessario lanciare questo sasso? Le interpretazioni che posso dare sono ben limitate: o Superman sta tentato di volare via, o qualcuno sta prelevando il suo corpo dal luogo del suo eterno riposo. Non ho voluto scegliere cosa credere per ora, ma scommetto che non ci toccherà aspettare troppo… Justice League è a solo poco più un anno da qui e come fai a realizzare un film del genere senza Superman?

Il successo al 50/50 di Man of Steel ha lasciato non poco amaro in bocca al pubblico, che ha trovato più pecche al Superman lì dipinto. Qui, si prospetta l’eventualità di un Kal-el tutto nuovo invece: la sua natura di Kryptoniano, lo rende capace di guarire più velocemente di altri. E forse state dimenticando che all’interno del suo DNA sono contenuti i patrimoni genetici di milioni di altri Kryptoniani, quindi si potrebbe dire che Clark ha infinite possibilità di ritornare in vita, ma esiste l’eventualità che rinasca con una nuova personalità che spero questa volta, sarà scelta con più cura… un sorrisino ogni tanto magari.

Bene, concludendo: credo che il film sia da promuovere senza essere rimandato a Settembre. Il progetto del film è sicuramente ambizioso, se non più dell’intero DCU, e funziona, anche se una lubrificatina non guasterebbe. E’ godibilissimo nei suoi 151 minuti, ma il primo tempo richiede troppa attenzione da dedicare a tutti i pezzi in movimento. Per quanto sia condivisibile, il viaggio fino al secondo tempo è ripagato dalle immagini dello scontro. Se la risoluzione del conflitto tra Superman e Batman non vi ha convinto, non posso darvi torto, e aspetto con ansia di vedere la versione estesa (magari con qualche dialogo in più ecco, a spiegare le rispettive posizioni). Lex è da rivedere. Forse solo i suoi dialoghi. In più di un’occasione alcune battute risultano non riuscite o addirittura buttate lì, improvvisate al momento. La performance è più in linea col personaggio deviato e contorto che ci è proposto, ma un attore ha comunque bisogno di uno scritto su cui lavorare, no? Il finale era già stato profetizzato al momento in cui abbiamo visto Doomsday e personalmente non ho problemi con la morte di Superman, che anzi arriva in modo organico alla storia. Inoltre ha così l’opportunità di rinascere in una nuova pelle e con delle emozioni meno contrastanti. Tanta gioia invece arriva da Ben Affleck e dalla sua versione di Batman che ben si accompagna a Gal Gadot, alla quale confido, sarà affidato più spazio e battute nei film a venire.

dawn01

Un film piacevole e interessante. Ci lascia, è vero, con più domande che risposte ma promette di tornare a stupirci presto con Suicide Squad e WonderWoman.

voto: 6,5/10