Buono v Sciatto – La Recensione

Batman v Superman – Dawn of Justice è finalmente nei cinema.
Si tratta della prima vera e propria colonna portante della continuity DC sul grande schermo.
Come era facilmente prevedibile, ha diviso il pubblico tra detrattori e amanti, scatenando, quasi, una vera e propria guerra civile… ah, no di quella parleremo tra qualche mese.
A un evento di tale portata non poteva seguire una recensione del vostro Capitano… E finalmente è arrivata! Attenzione, se non avete ancora visto la pellicola sappiate che contiene spoiler. Buona lettura!

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Il film si apre, sui titoli di testa, con l’omicidio dei Wayne, il caso di cronaca che ha dato i natali all’Uomo Pipistrello di Gotham.
Raramente ci è capitato di assistere a una sequenza dotata di tale lirismo e suggestione: forse l’ultima volta è capitato con Watchmen (guarda caso, sempre diretto da Zack Snyder). Poi il montaggio si fa frenetico e, nei primi momenti, assistiamo un po’ goffamente a cosa faceva Bruce Wayne durante lo scontro tra Superman e Zod visto in Man of Steel, fa la prima comparsa la kryptonite e vediamo Lois Lane passare un brutto quarto d’ora a Nairobi.
Dopodiché, senza alcun senso logico, vediamo Luthor per la prima volta e il film prosegue così per circa 40 minuti, con scene molto brevi e stacchi molto violenti, che creano un grande senso di disorientamento.
Tutta questa sezione mostra scene apparentemente molto distanti tra loro, ma che si capisce in fretta che avranno ben presto un unico comun denominatore che risponde al nome di Lex Luthor.

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Tutta la prima metà del film, di fatto, racconta una cospirazione atta non solo a screditare Superman davanti al popolo (l’ultimo figlio di Krypton già non gode di grande popolarità a causa della devastazione che ha portato a Metropolis durante Man of Steel); ma anche a farlo dubitare di se stesso e a renderlo fallibile agli occhi dei mass media. Inoltre il buon Lex tenterà in ogni modo di ottenere la Kryptonite, che vuole utilizzare per loschi fini… Kryptonite su cui posa i suoi occhi tristi e oscuri anche Batman.
Ma entrambi non avranno vita facile: ci sono ancora persone buone nel mondo, persone come la Senatrice Finch, che ostacolerà Luthor.
Come al solito, a fare la figura dei cioccolatai saranno i membri dell’esercito, che invece appoggeranno il villain.
A tutto questo aggiungeteci qualche scena d’azione, la presenza di Wonder Woman, sulle tracce di una presunta sua fotografia che la immortala durante la prima guerra mondiale, qualche incubo inspiegabile di Bruce che serve a farci capire che ci saranno dei sequel e dei progetti legati a questa pellicola e otterrete un primo tempo che va visto qualche volta per essere capito a pieno.
Inoltre risulta a volte contorto e pesante, tutte cose che il film perde nella sua seconda parte (quella sicuramente rivista da Chris Terrio): infatti migliora la regia (ma i colori dai toni spenti permangono, sembra quasi che alla DC odino le scene di giorno), il montaggio, la trama si snellisce e arrivano le botte.
Come prevedibile, i due eroi si scontreranno tra loro, poi quasi per caso uniranno le forze giusto in tempo per la battaglia finale contro il terribile (?) Doomsday… ma preparatevi a un twist finale tutt’altro che banale e prevedibile.

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Pur barcollando in diverse sue parti, devo dire che ho trovato la sceneggiatura ampiamente sufficiente, anche se inutilmente arzigogolata. Una minore complessità avrebbe reso più facile gestire la già grande quantità di cose da raccontare, senza scadere in inutili brutture come la scena dell’incubo.
Diversamente da quanto ho percepito in altre produzioni recenti come Age of Ultron (che ritengo sullo stesso piano di questo film) e Il Risveglio della Forza (che invece mi strappa numerosi sbadigli) in diversi momenti il pathos è salito alle stelle e le emozioni non sono mancate.
Altalenanti, invece, performance dei vari attori: Gal Gadot c’è per troppo poco tempo, ma riesce a darci una buona Wonder Woman, Herny Cavill è grosso, muscoloso ed inespressivo… un pessimo Clark Kent, un Superman decente.
Il Luthor di Jesse Eisenberg non fa scintille, in quanto è sempre troppo sospeso tra la follia e il genio criminale. Forse, insieme a Lois, il personaggio meno riuscito del film. Sorvolo sulle tante comparse e “guest star” come Diane Lane, Kevin Costner e Tao Okamoto, per arrivare al tanto discusso Ben Affleck. Signori e signore, ecco a voi Bruce Wayne / Batman. Finalmente un Crociato Incappucciato incazzato e cazzutissimo, che spesso riprende nei gadget e nelle movenze la serie di videogiochi Arkham. Mentre Bale arroccava la voce per sembrare un trans raffreddato, Affleck usa un congegno tecnologico (ma dai?), mentre Bale tira i pugnetti a Bane, Affleck marchia a fuoco i criminali…
Spesso si ha l’impressione che sia una versione un po’ “estrema” (qualcuno ha detto “milleriana”?) di questo supereroe, che imbraccia anche armi da fuoco nella pellicola (anche se, riguardandola bene, non spara mai per uccidere se non nella sequenza onirica).  Al suo fianco Jeremy Irons indossa i panni di Alfred, un’interpretazione senza infamia e senza lode che ci regala qualche sorriso qua e là con delle battute pungenti.

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Se, nel suo complesso, la recitazione è buona, con qualche picco e qualche caduta, la CGI è da rivedere al 100%.
Impensabile confezionare un blockbuster con tale budget nel 2016 e mettere su schermo determinate sequenze… E no, non mi riferisco a Doomsday, che forse è la cosa più salvabile.
La colonna sonora, invece, è di stampo contemporaneo, a tratti ripetitiva ma mai invasiva.
Oltre a una narrazione farraginosa (sembra a tratti che il film faccia fatica a raccontare chiaramente i fatti che mette in scena); ciò che meno funziona nel film è Superman. Se Batman è “estremo”, l’ultimo figlio di Krypton è poco più di un bullo che minaccia un paio di volte il pipistrello e una volta Luthor.
Solo nel finale il suo sacrificio, finalmente, ce lo rende più umano, ma va detto che il grande impatto della scena deriva più dalla nostra cultura fumettistica che dal personaggio in sé. Muore più il simbolo che “l’uomo d’acciaio”.
Commercialmente parlando, però, potrebbe essere un ottimo escamotage per farlo tornare più simile al Kal-El amato da tutti…
E’ vero, molti temi sono appena abbozzati e tante cose funzionano non a dovere, ma, pur con i suoi difetti, il Capitano promuove Batman v Superman – Dawn of Justice ed esce soddisfatto dalla sala, sperando in un futuro privo della pomposità tipica di Snyder (l’epicità non si raggiunge con la tamarraggine o con dialoghi inutilmente complessi, ma attraverso altri strumenti, vedi il piano sequenza del primo Avengers…) e una semplificazione complessiva delle trame, per film più godibili e meno cervellotici.
E ponete la vostra attenzione più sul sottotitolo Dawn of Justice che sulla prima parte.
Infatti ancora non abbiamo supereroi che fanno giustizia, ma quasi degli antieroi che badano pochissimo o per niente alle conseguenze delle loro azioni.
Ma, forse, la giustizia sta finalmente sorgendo, come il sole all’alba…