Ant-Man: la recensione!

Sfruttando la “pausa” estiva, WoT si è recata SOLO NEI MIGLIORI cinema per vedere la nuova,fANTasiosa pellicola sfornata dagli inarrestabili Marvel Studios. Potevamo quindi esimerci dal recensirla? Certo che sì, ma non l’abbiamo fatto! Siamo proprio pazzerelli, mattacchioni e sempre esaltANTi!
Cercheremo però di restare il più possibile spoiler-free per non rovinare la visione (no, non il vendicatore!) a chi ancora dovesse recarsi in sala.
Scott Lang (Paul Rudd) ha finito di scontare il suo debito con la giustizia. Infatti, dopo aver scoperto che la società per cui lavorava truffava i suoi stessi clienti, ha optato per un crimine alla “Robin Hood”… con tanto di macchina del capo buttata in piscina!
Purtroppo questo “lavoretto” gli è costato l’incarcerazione. Di nuovo libero, è tempo per Scott di rifarsi una vita, lontano da furti e rapine e, soprattutto, di riconquistare la fiducia dell’ex-moglie e madre di sua figlia, la dolcissima Cassie Lang. Che poi sarebbe questa bimba qui:
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Ma il destino ha in mente grand piccole cose per quest’uomo. Fatidico sarà il suo incontro con un altra persona dal passato difficile e tormentato, Hank Pym (Michael Douglas), brillANTe scienziato, membro dello S.H.I.E.L.D e scopritore delle mirabolANTi particelle “Pym” (ancora ci chiediamo da dove abbiano preso il nome…) in grado di “ridurre la distanza tra gli atomi”.
La loro missione? Recuperare un pericoloso prototipo di armatura da guerra “rimpicciolita” chiamata Calabrone da William Cross, ex-pupillo di Pym e erede del suo impero finanziario e della sua azienda.
Ambizioso e avido (e anche un po’ fuori di testa), Cross ha intenzione di produrre l’armatura in massa e venderla al miglior offerente… che spesso è quello che ha le peggiori intenzioni.
In tutto questo si colloca anche il difficile rapporto tra Hank e sua figlia Hope (Evangeline Lilly), che crea un parallelismo con il rapporto Scott/Cassie.
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Le due ore di durata del film scorrono piacevoli e divertenti nonostante qualche piccolo neo di cui parleremo tra poco.
Se i film della fase 1 erano quasi tutti “origin story” molto omologate tra loro, quelli della fase 2 denotano un avvicinamento a generi diversi.
Guardiani della Galassia è uno Star Wars in salsa comedy, Age of Ultron è un film di guerra, mentre Winter Soldier è una spy story.
Qui, pur non abbandonando l’ironia (molto ben dosata e quasi sempre efficace) siamo dalle parti dell’heist movie,
ovvero i film in stile “Ocean’s Eleven”.
La prima parte del film infatti si concentra principalmente sulla preparazione del piano, mentre la seconda è proprio l’esecuzione.
Proprio questa scelta può far storcere il naso, in quanto il “primo tempo” può risultare un po’ lento e a smorzare ancora di più il ritmo c’è proprio Hope.
Il suo personaggio è probabilmente il meno riuscito dell’intera produzione, poco interessANTe e in molte scene decisamente ANTipatica. Per fortuna, a parte queste sbavature, il film si può annoverare come uno tra i più riusciti tra quelli Marvel, a dimostrazione del fatto che per fare un buon film non è affatto necessario avere un personaggio di grande fama.
Inoltre, la seconda parte, quella decisamente più action, è incredibilmente visionaria e fANTasiosa, con scene davvero fuori dall’ordinario.
Va detto che l’intelligente utilizzo delle formiche permette momenti di intrattenimento realmente appagANTe, l’ironia stempera i momenti di tensione senza però essere mai fuori luogo e il setting scelto per la battaglia finale è decisamente accattivANTe.
Inoltre questi tre tizi

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ovvero i “complici” di Scott prima che lui finisse in prigione fungono da spalle comiche perfette, con ottimi tempi e una paio di scene davvero spassose.
In definitiva, pollicione alzato. La pellicola ci ha convinto più di quanto aveva fatto Age of Ultron ed è un’ottima visione in attesa del più impegnativo Civil War.
Il tutto a meno di 4 mesi da Star Wars… sbav!

VOTO: AN-THONY.SENONLOCAPITEANDATEALCINEMA.